IL CINEMA “REALE”

No, non parlerò ‘di cinema’, ma di ‘un cinema’: il cinema “Reale”, appunto… il cinema “Reale” (per i romani: quello che si trova alla fine di viale di Trastevere, per chi va verso il cento, a poca distanza dalla statua del Belli e di Ponte Garibaldi) è uno di quegli esempi di cinema che ormai vanno scomparendo. La crisi delle sale è cosa nota: i cinema modello ‘Luna Park’, o ‘aeroporto’ ormai imperano; resistono magari le piccole sale che mandano ‘film per pochi’ (a Roma, cito in ordine sparso Greenwich, Intrastevere, Nuovo Sacher, Alcazar, Quattro Fontane)… a rischiare, sono ‘le vie di mezzo’, ovvero quei cinema che mandano per lo più ‘blockbuster’, ma che ti offrono solo il film, non ti danno il ristorante, la sala giochi, il bowling, la sala slot e tutti quei c***i che col cinema non c’entrano nulla. Il “Reale” è uno di questi…  Forse (non me ne vogliano gli altri), il mio preferito, proprio per questo suo ‘resistere’ nonostante tutto e tutti. L’altro giorno ci ho visto “L’uomo d’acciaio”. Una bellezza: eravamo quattro gatti, infinite file a disposizione di ciascuno, l’impagabile libertà (oramai sempre più rara) di entrare e poter scegliere di sedersi dove si vuole e attenzione non per l’esiguità del pubblico, ma perché al Reale i posti non sono numerati… E poi, per i nostalgici, una scena che andrebbe ripresa: arriva l’intervallo ed ecco arrivare l’immancabile ‘omino’ con la cassetta dei gelati e del popcorn appesa al collo: MA DOVE LA VEDETE PIU’, STA SCENA??? Il “Reale” è senz’altro ‘vecchio’: mi stupisco che continui a resistere, imperterrito…  è un cinema dove si va per andare al cinema, non per cazzeggiare (che poi volendo usciti da lì basta attraversare la strada ed ecco Trastevere: insomma diciamocela tutta, ma volete mettere uscire da un multisala ed entrare in quei tristissimi locali, e invece farvi una pizza come si deve?).  Un cinema che resiste con i vecchi ritmi, le vecchie liturgie (personalmente non trova nulla di più avvilente che i cinema dove ti dicono: qui è dove ti devi sedere, ma che siamo, su un treno?). Il “Reale” non ha il 3d, non ha l’hd, ha anche uno schermo non enorme, ma vivaddio, è un cinema. Ossia un posto dove si va per vedere i film, con quell’atmosfera ‘casereccia’ (la programmazione come detto è decisamente ‘mainstream’, niente film da ‘Festival del cinema nippocoreano’ o oscure pellicole honduregne) che al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare.

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