IO STO CON MARCO

Ancora una volta, Pannella ‘dà scandalo’: ancora una volta non ci mette solo le parole (quello, sono buoni tutti), né la faccia (già prerogativa di pochi), ma anche il corpo, fino a rischiare l’estremo punto di non ritorno. Ricatto, l’hanno chiamato alcuni. Esibizionismo, l’accusa lanciatagli più di frequente; in alternativa la si butta sull’ironia: la dieta, il digiuno che ogni tanto fa bene… provate voi, a ottant’anni suonati, a stare per una settimana senza bere né mangiare, altro che ‘dieta’. Pannella dà scandalo perché oggi, nell’epoca della politica che si limita  a ‘ciarlare’, dei voltagabbana, dello spettacolo avvilente di chi, in questi giorni, sta cercando in tutti i modi di restare aggrappato alla poltrona, ci mette il corpo. In molti dicono ‘dai Marco, adesso basta’: perché dà fastidio, serve  a ricordarci che per degli ideali ci si può anche immolare, che l’estremo sacrificio non riguarda solo realtà lontanissime da noi, come il Tibet, ma – orrore!!! – anche in Italia, nell’anno di grazia 2012 ci sono ancora principi per i quali qualcuno è disposto a battersi rischiando la vita… Dà scandalo, Pannella, perché ci ricorda che noi ci sentiamo tanto democratici, tanto ‘evoluti’, mentre in realtà – se è vero che la democrazia di una Nazione si misura anche e soprattutto nel modo in cui sono trattati i più deboli – beh, non è che stiamo messi così bene… del resto, abitiamo nella stessa Nazione dove qualche settimana fa un Governo non ci aveva pensato due volte a tagliare i fondi per gli ammalati di S.L.A., già questo da solo basterebbe… Ma Marco Pannella dà scandalo soprattutto perché si erge a difesa dei carcerati: già, perché – diciamocela tutta – ma che ce ne frega dei carcerati? Finché Pannella promuoveva l’aborto e il divorzio (ossia quelle ‘cose’ su cui ad alta voce la gente era contraria, ma a favore delle quali si è schierata nella solitudine della cabina elettorale, perché non si sa mai: un matrimonio finito male, una figlia nei casini), tutto bene, ma il carcere?  Il carcere è sempre ‘problema di altri’. L’italiano ‘medio’ ancora oggi nel 2012 pensa che ‘beh, ma se stanno in carcere qualcosa avranno fatto’; l’italiano medio è lo stesso che se provi a parlargli di chi sta in galera ti risponde: “beh, ma li fanno lavorare”… senza contare la classica risposta: “ahò, e c’hanno pure la televisione!!!”. Poi certo, stare in sei in una cella da due persone, in carceri malsane, gelide d’inverno, torride d’estate, passare le ore a guardare il soffitto, una sola ora per guardare il cielo, e chi se ne frega, che se stanno in galera un motivo ci sarà pure… Però intanto in carcere ci si continua a suicidare; si suicida anche il personale penitenziario; in carcere oltre il 40 per cento dei detenuti è lì ‘in attesa di giudizio’ (rivedersi il film con Sordi ogni tanto non fa male, che l’Albertone nazionale mica ha detto solo ‘macarone io me te magno), ovvero senza essere stata manco processata; e poi c’è la questione, che sembra un luogo comune, del ‘carcere dove vanno solo i poveracci’: peccato che è la semplice verità, visto che chi ha i soldi può permettersi di far prolungare i processi all’infinito e godere così della prescrizione, con la conseguenza inaccettabile che davvero per alcuni ‘la legge e più uguale che per altri’. Tutto questo Pannella continua a ricordacelo, mettendo il suo corpo in prima linea… certo, se giornali e tv si degnassero ogni tanto di far parlare anche lui, invece delle solite quindici persone (Gasparri, Bindi, Cicchitto, Finocchiaro, etc…) forse non sarebbe costretto a questi gesti estremi… ma i signori Floris,Vespa, Santoro, Formigli, etc… di Pannella se ne fregano. Così ancora oggi Pannella è costretto a farsi sentire, peraltro nell’assordante silenzio del signor Bersani e di quasi tutto il PD (ad eccezione di Ignazio Marino, unico da quelle parti ad aver mostrato sensibilità per il tema della condizione carceraria) e mi dispiace di non aver ancora letto una parola di Grillo in merito; se non altro Vendola, almeno un ‘tweet’ di solidarietà l’ha scritto. Io sto con Marco, è il cosiddetto ‘ashtag’ che in queste ore corre su Twitter testimoniando l’adesione alla battaglia di Pannella; io non sono su Twitter, e allora mi limito a diffondere via Facebook e spendere qualche minuto del mio tempo per offrire la mia solidarietà a Marco Pannella cui su WordPress.

IO STO CON MARCO, PERCHE’ E’ UNO DEI POCHI CHE ANCORA RIESCE A SCANDALIZZARCI, COSTRINGENDOCI A GUARDARE CIO’ CHE TROVIAMO PIU’ COMODO IGNORARE.

10 responses to this post.

  1. “Io sto con Marco”

    shera

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  2. Posted by Rosssts on 17 dicembre 2012 at 19:31

    IO STO CON MARCO !

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  3. ho grande rispetto per Pannella, pur non condividendo necessariamente tutti i suoi ideali (molti sì) o i suoi metodi.
    condivido, ad esempio, l’idea di legalizzare le droghe leggere e di ridurre la popolazione carceraria (questione di dignità nazionale e personale).
    ma non condivido l’idea di un’aministia: questo è un messaggio sbagliato per la legalità in Italia e, secondo me, Pannella sbaglia allora ad insistere così su questo tema.
    meglio sarebbe depenalizzare e riformare il codice penale….

    non trovo che dia scandalo. almeno, non da scandalo a me. forse perchè al tema carcerario sono avvezzo e sensibile a prescindere.
    la situazione carceraria è scandalosa. disgustosa. totalmente inumana ed inutile rispetto ai fini costituzionali (risocializzare: evitare che si delinqua in futuro).

    aldilà di questo, personalmente il “metodo” di Pannella dello sciopero della fame non mi piace.
    non che lo trovi sbagliato, né che lo consideri un ricatto.
    semplicemente, credo Pannella abbia talmente inflazionato questo sistema da aver perso lui come persona qualsiasi attenzione dei media ed al contempo, aver svalutato la bontà dei fini per i quali si sacrifica.
    provo a spiegarmi, forse questa citazione rende l’idea: “chi difende tutto, non difende nulla” (Federico II). si parla di strategia, ma il caso mi pare adatto: fra le mille cause per le quali Pannella ha fatto lo sciopero della fame, oggi non si capisce più quale sia veramente importante…
    infatti, quando sono stati altri ad adottare tale sistema, un certo successo l’ha avuto.
    Pannella, per me, dovrebbe meditare su questo.
    senza offesa per Pannella, bravissima ed onesta persona.

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  4. @rRed: comprendo bene le tue posizioni; sull’amnistia sono in parte d’accordo: probabilmente senza una riforma complessiva ha poco senso e gli effetti saranno brevi; alternative sono state proposte, ma senza forza, con poca convinzione; il tema delle carceri continua ad essere ‘periferico’ perché l’elettorato lo considera poco. Sul digiuno: ha ragione a sottolineare che Pannella l’ha inflazionato; il problema è che sembra essere rimasto l’unico modo a disposizione dei Radicali per farsi sentire; l’informazione li ignora puntualmente e allora Pannella è costretto a rischiare la pelle pur di far alzare il volume attorno a certi temi…

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    • probabilmente hai ragione.
      ma probabilmente i radicali dovrebbero anche considerare di superare Pannella come leader ed il digiuno come metodo di protesta. per lo meno, il digiuno di Pannella!
      perchè, vedi, appena due anni fa con la Bonino candidata in Lazio tutti i riformisti si sono dati un gran da fare…

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  5. Posted by magda on 18 dicembre 2012 at 23:38

    io sto con marco…una volontaria del carcere femminile della Giudecca (venezia)

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  6. ((bentrovato!! ti sei trasferito qui!))

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  7. Posted by fulvio on 20 dicembre 2012 at 05:12

    Caro amico,su molte cose sono d’accordo con te,come sui politici soliti noti, sui giornalisti con le loro interviste in ginocchio (Urso docet) e i loro soliti silenzi sulle questioni scottanti.
    Sono stato un fervente ammiratore e un seguace del Panella anni “70 e dintorni,poi è arrivato il Panella parlamentare obeso e ondivago politicamente che minacciava ogni giorno un nuovo digiuno dove però il “capuccino” uno o più al giorno erano permessi.Certamente la realtà carceraria e terribile,però chi sta in carcere qualche colpa,forse,c’è la.Credo che il problema sia la carcerazione preventiva per la quale sono da sempre contrario e della vergognosa lunghezza dei processi,ma sopratutto non credo che la solita amnistia che propone Panella risolva i mali,perche la maggioranza degli ammistiati dopo un anno torna a delinguere e nuovamente in carcere.Spero che il Panella uomo sospenda la sua inutile protesta.Del Panella politico,che dire,da anni non lo seguo più.

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  8. Io sto con Abele.

    PS. Penso che talvolta si confonda il problema delle carceri con quello della magistratura. E’ scandaloso che il 40% dei detenuti sia in attesa di giudizio; è scandaloso ciò che dovette passare Giuseppe Di Noi (la cui disavventura fu interpretata da un magistrale Alberto Sordi); è scandaloso ciò che successe a Enzo Tortora.
    La magistratura, non le carceri, necessita di una profonda riforma.

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