FIORITO, POLVERINI, ETC… E I ‘GIORNALISTI’?

Devo dire la verità: mentre tutti s’indignano, io sinceramente non riesco a stupirmi: sarà che ormai, più vicino ai 40 che ai 30, ne ho viste parecchie, sarà che ho la memoria ‘lunga’, ma davvero, che c’è da stupirsi? Insomma: un fiume di soldi pubblici ai politici, che ci fanno quello che gli pare… e la novità, scusare, dove sarebbe? Tutti a chiedersi il ‘perché’… La questione non è generazionale, o di classe politica, la questione è meramente ‘culturale’: in Italia, da tempo immemore, quello del ‘fare politica’ è considerato un mestiere come un altro, un modo per ‘guadagnarsi’ (con maggiore o minore sforzo) la pagnotta’, o per fare soldi. Finché sarà così, dubito che le dichiarazioni d’intenti, puramente d’occasione, troveranno reale applicazione: ci sarà sempre qualche scappatoia, in virtù della quale il flusso di soldi riprenderà come e anche peggio di prima. Ripartire da zero non significa sostituire alcuni nomi con altri. Ripartire da zero significa cominciare a guardare alla  ‘politica’ come ‘servizio alla cittadinanza’ limitato nel tempo. Servizio alla cittadinanza. In questo quadro, sono senz’altro buone le proposte di chi, come Grillo, ma anche Renzi, dice: due mandati e poi a casa: si presta il proprio servizio come consigliere municipale, sindaco, Parlamentare, per un massimo di dieci anni e poi si torna a fare ciò che si faceva prima; dopodiché, a cascata, viene il discorso del trattamento economico, adeguato ad un’esistenza dignitosa per sé e la propria famiglia, ma nulla più. Qualcuno dirà che chi sa di poter avere l’occasione di ‘fare i soldi con la politica’ per poco tempo, cercherà di farne ancora di più. Probabile, se le cose restano così: se, cioè, si intende la politica come un mestiere come un altro e non come servizio pubblico. Se non cambia il concetto di fondo, se l’onestà non viene insegnata fin dalla scuola, se i furbi continuano a farla franca e i retti a passare per co***oni, le cose cambieranno molto poco, a prescindere dalla presunta ‘pulizia’ di cui tanti si riempono la bocca…  Un’ultima osservazione: non si può non notare come da tutta questa vicenda siano stati palesemente assenti i cosiddetti ‘giornalisti’, che si sono mossi con grande ritardo: se è vero, in una certa misura, che l’ex Presidente Polverini ‘non poteva non sapere’, non fosse altro che ‘per sentito dire’, dell’utilizzo disinvolto e fantasioso dei soldi pubblici da parte di certi consiglieri, lo stesso discorso può essere fatto per i giornalisti: il Giannini che ieri come al solito con tutta la sua protervia attaccava la Polverini, dove stava in tutti questi anni? Non veniteci a dire che i ‘giornalisti’ non ne sapevano niente, perché è a tutti noto che la stragrande maggioranza del giornalismo italiano è avvinghiato e colluso col potere politico… Quindi l’esistenza di certi ‘verminai’ credo fosse arcinota a gran parte del mondo del giornalismo italiano, in questo caso laziale, che naturalmente si è ben guardato dall’aprire bocca, almeno fino all’ultimo, quando l’osso ‘da spolpare’ gli è stato offerto da un piatto d’argento. Ma il giornalismo d’inchiesta, quello che non guarda in faccia a nessuno, in questo caso, che fine ha fatto? Possibile che nessuno sapesse dello stile di vita ostentato da certi consiglieri, oltre che di certe feste in stile antica Roma… Uffici stampa dei politici e giornalisti sono pappa e ciccia, pranzano insieme, si scambiano informazioni: possibile che in tutti questi anni nessuno sapesse niente? Sinceramente, mi sembra difficile da credere…

Annunci

6 responses to this post.

  1. scusami mi sembra gettare ulteriormente fumo negli occhi aggiungere al marciume concreto e squadernato sotto gli occhi di tutti anche , tutta e indistintamente, la categoria dei giornalisti. Non è simpatico nemmeno a me il grilletto parlante di la Repubblica ma è la politica che è causa ed effetto del dilagare del malcostume.
    E sinceramente me la prendo non tanto con i giornalisti ma con la MIA parte politica (la voglio circoscrivere alla Regione) che non solo sapeva, acquisiva piccole fette della torta e TACEVA. Informare dei fatti il segretario del Partito? Indire una conferenza stampa? stampa prima che scoppiasse il caso no?
    Attivare la magistratura? Suvvia!

    sheraccicliatacomeilcielogrigio

    Rispondi

    • @Shera: che non siano tutti ‘marci’, manco i politici, è giusto sottolinearlo; io però credo che i giornalisti, in particolare quelli che si occupano di politica qui a Roma, non potessero non sapere… il dubbio resta…

      Rispondi

  2. Almeno si capisce perchè il debito pubblico aumenta sempre più……..:)
    Comunque il problema non sono i politici ma gli italiani che votano questi politici che chiedono loro il voto in cambio di un posto di lavoro che non arriverà…….bella presa in giro! Voglio proprio vedere che succederà l’anno prossimo all’elezioni ad Aprile….e chissà forse sarò anche all’estero a vedermi l’eventuale sfascio……
    Ciao!

    Rispondi

  3. non solo la politica è un mestiere come un altro, ma la pratica del furto a danni della collettività è anche comunemente accettata.
    e la politica è solo la posizione privilegiata a tale scopo.

    i due mandati mi convincono poco: il limite esiste già per i sindaci e che accade? sono riciclati in parlamento o in consiglio regionale, perchè ormai hanno esperienza. e voti. e diventano inammovibili.
    guardare da dove viene Fiorito e le sue preferenze.

    concordo totalmente sul ripartire da zero, ma per me non è più un problema di strumenti, quanto di cultura.

    Rispondi

  4. Posted by luigi on 27 settembre 2012 at 06:55

    La mia impressione, e che come sempre, dopo tanto clamore, tutto ritorni come prima…ormai è da sempre che succede così…cambieranno i musicanti, non lo spartito.

    Rispondi

  5. esattamente anche io scrissi qualche giorno fa in un comm. la stessa frase: dove erano i giornalisti???? no x’ se utti sapevano, possibile che a nessun giornalista era giunta voce dello schifo?…
    ah nel limite dei mandati, x i parlamentari aggiungiamoci l’obbligo tassativo di lavorare 5 giorni pieni su 7, come capita in tutte le aziende italiane.
    nn come ora che i parlamentari arrivano comodi il lunedì e comodi ripartono il venerdì, se nn sono disposti a lavorare 5 giorni su 7 come tutti nel Paese, nemmeno si candidino.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: