SUPER DISTORTION, “UTOPIA INTERNATIONAL” (Pointy Bird Records)

Tanto per mettere subito in chiaro le cose: se vi piacciono le band che amano suonare retrò, omaggiando l’età dell’oro degli anni 70, con esiti tutto sommato piacevoli sotto il profilo della ‘forma’, ma con poco o nulla di originale in quanto a ‘sostanza’, allora il disco dei Super Distortion.

L’inglese Pete Bradley è l’artefice del progetto, solo l’ultima in ordine cronologica tra le varie esperienze portate avanti nel corso della sua carriera, tanto duratura quanto lontana dai riflettori. Ampi, e un tantino esagerati, i riferimenti citati, all’insegna di un mix in cui troviamo i Caravan e i Tame Impala, Astrud Gilberto e i Brian Jonestown Massacre, Frank Zappa, Jesus And Mary Chain e Mike Oldfield, in un elenco fino troppo abbondante e tutto sommato anche fuorviante.

Messa in maniera più semplice, le dieci tracce presenti rappresentano un omaggio ai seventies, in alcune delle loro principali sfaccettature: dal folk à la Neil Young ai ronzii di Blue Cheer e Black Sabbath, dalle tirate ‘lisergiche’ degli Hawkwind alla psichedelia più orientata al pop.

Un lavoro che si lascia ascoltare e che scorre via rapido, ma che sulla lunga distanza non riesce ad evitare la sensazione di ‘già sentito’ e ai Super Distortion dell’originalità importa probabilmente poco.

Si sforano in qualche parentesi i cinque minuti di durata, episodicamente i sei e i sette (sui complessivi quaranta minuti circa), ma a tratti questo ricorso alle digressioni strumentali e alle dilatazioni appare un pò fine a sé stesso, a voler a tutti i costi rincorrere certe abitudini dell’epoca; indubbiamente più efficaci i brani dove la sintesi (anche con qualche suggestione pop) prende il sopravvento.

L’esito, potrebbe dirsi, è più che mai ambivalente: efficace se si guarda alla semplice riproposizoni di suoni e atmosfere, molto meno se, anche da un lavoro molto derivativo, si cerca comunque un minimo di originalità.

IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY

One response to this post.

  1. Posted by Coloratissimo on 17 settembre 2012 at 04:28

    La mia cultura musicale rock,pop e molto limitata,me la cavo meglio nella”Classica”
    Buona settimana,f.

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