GRILLO E LA TV

Ripensavo a quello che ho scritto l’altro giorno, su quello che credo sarà l’attacco frontale a Grillo e al MoVimento Cinque Stelle, sferrato dalle televisioni, per una volta unite sotto la stessa bandiera nell’affossare Grillo, rispondendo ai ‘desiderata’ dei loro ‘padroni’. La domanda insistente, ormai venuta a noia è ‘perché Grillo e i suoi non vanno in tv?’. La domanda che invece bisognerebbe farsi è: ‘perché ci dovrebbero andare?’ Grillo l’ha spiegato più volte: non si va in tv per non cadere, prevedibilmente in ‘trappole preordinate’. Del resto non si vede perché un movimento nato e germogliato grazie a Internet dovrebbe rivolgersi a un medium vetusto e, diciamocelo, morente, come la televisione. Grillo e il MoVimento  trovano la maggioranza degli elettori su Internet: questo potrebbe essere anche un limite, visto che ad oggi il Web ha ancora un gap da colmare nei confronti della televisione. Quella di non andare in televisione mi pare peraltro una scelta condivisibile: io non credo che lo spettatore medio di Porta a Porta, Ballarò, o dei programmi di Santoro sia poi così interessato a votare per il MoVimento Cinque Stelle, e viceversa: uno che sia solo minimamente interessato a votare per il Cinque Stelle, davanti a Gasparri, Bindi e metteteci voi chi volete, cambia canale. Un potenziale elettore di Grillo i confronti li fa su Internet, non assistendo agli squallidi teatrini televisivi all’insegna del ‘famo finta de litigà e poi s’annamo affà ‘na pizza insieme’. Si pretende che Grillo o i suoi vadano in tv, e il motivo è chiaro: perché si sa benissimo come va a finire. Grillo è incontenibile: se comincia a parlare non smette più: sotto questo profilo assomiglia molto a Pannella, televisivamente, è ingestibile. Non è un caso che l’unico a ‘portarlo’ in tv sia stato proprio Santoro, ma con interviste registrate e montate come pare  a lui. Non si vede poi perché in tv dovrebbero andarci i rappresentanti del MoVimento: persone comuni che non hanno fatto mai politica in vita loro, che non sono abituati al confronto tv: per cosa dovrebbero andarci? Per venire massacrati come vacche in un mattatoio da Gasparri, Cicchitto, Bindi, D’Alema? Troppo comodo. Sarebbe diverso se i programmi di approfondimento politico fossero indipendenti, ma così non è: ma ve lo immaginate un povero rappresentante del Cinque Stelle venire incalzato dalle domande di un Vespa o di un Floris, tutti impegnati nel dare sostegno alle ragioni dei propri ‘referenti’ politici? Diversa, forse, la questione se parliamo di Santoro o de La 7, ma anche lì, nonostante vi sia un minimo di imparzialità in più, siamo alle solite: quelle trasmissioni non sono fatte per ‘spiegare’, ma per berciarsi addosso, interrompersi, fare a chi strilla di più. Poi magari va a finire che il Cinque Stelle di turno perde le staffe e tutti gli danno addosso dandogli del fascista mentre, per dire, la Santanché quando va in tv sembra sempre un’invasata, ma nessuno si sogna mai di dirle alcunché. Tutti ‘pretendono’, ci manca che esca una legge che obblighi i Cinque Stelle ad andare in tv. Non ci vogliono andare? Affari loro, va tutto a loro danno, visto che si sa che oggi in Italia il cittadino medio utilizza ancora la tv per informarsi. Vedremo poi alle elezioni se scrivere i programmi in modo chiaro su Internet sia meno efficace che non andare a sbraitare in tv. Lo chiamano ‘sottrarsi al confronto’: e perché il confronto  – pilotato – lo devono mettere in scena i pregevoli conduttori? Il confronto lo devono fare gli elettori: chi vuole saperne di più su Grillo ha a disposizione Internet, dove tra l’altro è possibile leggere in egual misura pareri favorevoli e contrari, non sta scritto da nessuna parte che si debba andare in televisione. Ancora una volta, il ‘sistema’ mostra di avere paura: si ha paura del cittadino che per farsi un’opinione si faccia un giro su Internet, si vuole che questo resti incollato alla poltrona a ingurgitare i soliti squallidi spettacoli offerti dalla tv.

10 responses to this post.

  1. Personalmente trovo che questa posizione abbia dei tratti antidemocratici. Fare politica porta in sè diverse responsabilità. Fra questre spiegare al maggior numero di persone possibile quali sono le proprie idee. Dice “c’è il web”. Ma il web non copre tutto l’elettorato. E la casalinga della Val Pusterlengo? E il camionista di Caltanissetta? Non mi piacciono i partiti che si rivolgono ad un sottoinsieme di persone: la Lega i settentrionali, il M5S chi utilizza la Rete per informarsi.

    E poi è troppo facile fare politica solo attraverso un blog senza l’ombra di un contradditorio. La politica deve sottostare ad una serie di regole condivise, altrimenti è fascismo. Fra queste regole, vi sono anche i confronti politici. Perchè Grillo non partecipa a nessun dibattito? Non va in nessun programma tv, fatto salvo qualche rara apparizione ad Annozero? Esattamente come berlusconi preferisce i monologhi, o le domandi facili facili di qualche giornalista amico. Grillo è un populista e come tale non ama chi possa incalzarlo, chi sia in grado di smascherare il sottovuoto spinto delle sue proposte. Criticavo questo modo di fare in berlusconi, oggi come allora faccio altrettanto con l’ex comico genovese.

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    • @Rear, su Grillo come sai, difficilmente ci troviamo d’accordo… 😀 Proprio perché siamo in un sistema democratico, ognuno è libero di fare campagna elettorale come vuole. Internet è un mezzo molto democratico in questo senso, perché con un clic puoi passare da Grillo che dice una cosa, a un mucchio da gente che la pensa diversamente. Per chi invece con Internet non ha dimestichezza, il problema non si pone, ma questo va più a svantaggio di Grillo che a suo favore. Quanto al contraddittorio, mi pare che in mancanza di Grillo, quelli che in tv gli danno addosso non siano pochi: se si critica Grillo perché non va in tv, allora bisognerebbe fare altrettanto con chi parla male di lui in sua assenza. Sul populismo non saprei: io in Grillo oltre alla critica al ‘sistema’ vedo anche molte soluzioni concrete e praticabili, non certo i milioni di posti di lavoro ‘venduti’ da qualcun altro…

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    • @ finestra sul cortile:

      perchè si firma con lo pseudonimo di “finestra sul cortile”? Perchè quella finestra non dà sul mondo? Da una finestra che s’affaccia su un cortile non si possono vedere tutte le diversità, le sfumature, ma si ha solo una visione parziale della società. Probabilmente quella più similare. Ma forse lei è un fascista e le va bene così.

      Naturalmente ciò che ho scritto non lo penso. L’ho fatto solo per dimostrare che trovare un appiglio per dare del “fascista” a qualcuno ci vuole ben poco. Personalmente ritengo che chi utilizza questo aggettivo per screditare un qualsiasi interlocutore, abbia poche idee. Come ad esempio i nostri politici che periodicamente s’insultano dandosi reciprocamente dei fascisti (infatti Grillo è solo l’ultimo che si è beccato l’epiteto, ma la lista è lunga e comprende anche Di Pietro che a sua volta l’ha usato nei confronti di Berlusconi).

      La verità è che c’è un’intera classe dirigente corrotta che ha il terrore di perdere il potere e cerca di condizionare l’elettorato, spaventandolo. Una sorta di strategia della tensione verbale (anche se qualche bombetta qua e là, nei mesi scorsi, non è mancata).

      Non so se Grillo e il suo apprezzabile MoVimento sarebbero in grado di guidare un Paese (sinceramente nutro più di un dubbio), ma fanno benissimo a evitare di andare in talk-show televisivi condotti da giornalisti assoldati per difendere lo status quo.

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  2. probabilmente la tua analisi è corretta, ma aggiungerei personalmente che Grillo fa del web un uso molto simile a quello della televisione: unidirezionale.
    eppoi, cosa più grave, scegliere di non esporsi in terreni scomodi (combattere solo sul sicuro, perchè gli altri politici non sanno usare il web) è una logica che ha seguito anche Berlusconi. semplicemente, non è politica: è la scelta di rivolgersi solo ad una parte limitata della cittadinanza, esclusivamente a quella e non alla generalità. non è dialettica per il consenso….

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    • @RedPoz: Grillo compie delle scelte; non capisco perché dovrebbe ‘esporsi’ su terreni a lui non congeniali; a ognuno il suo ‘medium’, insomma: la competizione politica è pure questa.Quanto alla ricerca del consenso: Grillo cerca di ottenere il consenso degli elettori a lui più ‘congeniali’, non vedo dove sia il problema: mi fa piuttosto paura chi ad esempio millanta di voler superare il 50 per cento dei voti. Chi cerca il consenso di tutti in genere ha idee abbastanza vaghe e confuse, o probabilmente di idee non ne ha proprio, come si è visto negli ultimi anni…

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      • capisco la logica della tua risposa, ma posso condividerla solo parzialmente: chi ambisce a governare deve pensare all’interesse generale, cioè di tutti.
        quindi deve accettare di confrontarsi anche su oggetti e medium a lui non congeniali, perchè la ricerca del consenso non deve diventare settaria.

        quanto a superare il 50% dei voti, è la normale logica democratica (purchè, ovviamente, questi non siano attribuiti ad una sola persona…).
        cercare il consenso di una larga parte della popolazione non implica necessariamente avere le idee vaghe, quanto -per come la vedo io- convincere la maggioranza della bontà di alcune specifiche idee.

        Grillo ovviamente sceglierà la strategia comunicativa e politica più adeguata ai suoi interessi, nulla da dire, semplicemente io non riesco ad accettare restrinzioni “a priori” (un pò come quelli che nel PCI degli anni ’70 rifiutavano di parlare coi “fascisti” o con gli “alternativi”): troppo facile parlare solo a chi è già d’accordo con noi.

  3. @ Crimson:
    quale epiteto, fascista? Ma guarda che è l’aggettivo più utilizzato per attaccare Grillo, a tal punto che anche tu l’hai riportato nel tuo articolo.
    Eppoi cosa s’ignifica “ogni opinione qui è ben accetta”? Alt, mi sono spiegato male o hai totalmente frainteso il senso del mio post.
    Comunque sia, nel dubbio, gradirei che cancellassi il post che ho scritto (compresa quest’uteriore replica). Grazie.

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    • “Un potenziale elettore di Grillo i confronti li fa su internet, non assistendo agli squallidi teatrini televisivi all’insegna del “famo finta de litigà e poi s’annamo affà ‘na pizza insieme”.” (Crimson74)

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      • @Muttley: nessun problema coi contenuti: il mio commento però era riferito proprio al termine ‘fascista’: insomma, vorrei evitare che qui ci si scambiassero epiteti… D’accordo con te che il termine è abusato, proprio per questo eviterei di dare a qualcuno del fascista solo per le sue opinioni. Tutto qua, per il resto nessun problema 🙂

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