POLILLO CHIAMA, FORNERO RISPONDE

Vabbè, diciamocelo, la mia lamentela dell’altro giorno di non avere di che scrivere era più che altro un segno di indolenza: qui basta drizzare le antenne e il materiale non manca. Si avvicinano le Olimpiadi ad esempio e due illustri componenti del Governo Monti, entrati nello spirito agonistico, sembra siano impegnati a chi la spara più grossa… Peccato che quella del ‘lancio delle str***ate’ non sia ancora  disciplina olimpica, perché avremmo avuto di che sperare. … Proprio ieri parlavo del sottosegretario Polillo e della sua idea ottocentesca del mondo del lavoro: oggi gli risponde da par suo la Fornero, che essendo la titolare del dicastero deputato al settore lavorativo, si è forse sentita un attimino messa da parte: “eccheccacchio – avrà pensato – ma io chi sono?” Peraltro la ‘sora Elsa’ con Polillo ha ancora un conto in sospeso: ricordiamo tutti di quando il sottosegretario la criticò, ai limiti della derisione in diretta televisiva, per il famoso piagnisteo a fianco di Monti a fine 2011.
In un’intervista al Wall Street Journal, la Fornero ha affermato: ” L’attitudine delle persone deve cambiare. Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio”. BOOM: questi sono sette punti: meta + trasformazione, e la signora ministra sopravanza di nuovo il sottosegretario nelle classifica a chi spara la min***ata più grossa. La visione dei diritti e dei doveri è il classico snodo che divide destra e sinistra: per chi è di destra, vengono prima i doveri, per chi è di sinistra, vengono prima i diritti. La Fornero di sinistra non è, quindi è chiaro che per lei praticamente tutto sia un dovere; dove però il suo ragionamento fa acqua da tutte le parti, è nell’affermare che non essendo il lavoro un diritto, ce lo si deve ‘guadagnare’ anche facendo sacrifici. Rileggete attentamente la frase: è micidiale. Qui siamo di fronte al delirio: il lavoro non è più un mezzo, attraverso il quale magari compiere sacrifici, per poter vivere una vita il più possibile dignitosa, assicurando un’esistenza tranquilla alla propria famiglia (per quelli che hanno intenzione di metterne su una). No. Qui il lavoro diventa il ‘fine’: un fine in vista del quale bisogna compiere sacrifici. Ribadisco, il concetto è micidiale e si ricollega a quello che scrivevo ieri riguardo il sottosegretario Polillo: siamo di fronte a gente che sembra pensare che nella vita delle persone non ci debba essere altro che lavoro, al punto che il lavoro smette (come è sempre stato) di essere uno ‘strumento’, una ‘strada’ (a volte tortuosa, altre meno) da compiere per poter vivere e soddisfare le proprie necessità, primarie (cibo, casa, salute, educazione di base) o secondarie (cultura, sport, hobby, passioni): qui siamo di fronte a gente che vede nel lavoro di per sé l’unico scopo esistenziale dell’uomo: alzarsi, andare a lavore, tornare a casa, dormire; e questo per un periodo di vita il più lungo possibile e con pause limitate (da qui l’idea di diminuire le ferie). Come scrivevo ieri: produci (il più possibile), consuma (il meno possibile), crepa (il prima possibile, che così non pesi sul sistema pensionistico). Il concetto  espresso – e il ragionamento che pare esservi alla base – è allucinante, e poco importa che la Ministra Fornero si sia poi impegnata nel solito ‘giochino’ delle precisazioni (la suddetta dovrebbe sapere che ormai dopo anni di uscite e ritrattazioni berlusconiane in questo trabbocchetto non ci casca più nessuno). Leggiamo queste frasi, rendiamoci conto nelle mani di chi siamo; nelle mani di chi ci ha messo gente (i Parlamentari) che manco abbiamo votato, in forza di una legge che ci ha obbligato a mettere croci su simboli e sigle, senza sapere chi c***o sarebbe finito in Parlamento…

2 responses to this post.

  1. Concordo parola per parola. Dispiace constatatare quale arroganza ci sia alla base di affermazioni del genere.

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  2. E nel puro spirito berlusconiano tutte le promese di equità sociale le hanno rimangiate! Come la diminuzione dei loro privilegi, come i soldi che dovevano essere dirottati dai partiti ai terremotati emiliani…. e molto altro! La cara Fornero dimostra oltre che malafede anche un’ignoranza abbissale, non conoscendo per nulla l’art. 1 e 4 della Costituzione! Non è ammissibile che un ministro di questa repubblica sbeffeggi le leggi nate sappiamo come e perchè! E’ un arrogante perfida quanto brutta e pensa di realizzarsi come donna massacrando i cittadini italiani! E’ vero, come disse il poeta che il potere logora chi non lo ha! Ma il potere di questa cariatide stà logorando troppo tutti noi!

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