IN CHE MANI SIAMO…

Da ciò che si legge sui giornali e si vede nei telegiornali, non sembra poi che dallo scorso anno le cose siano cambiate un granché: Francia e Germania reggevano le sorti dell’Europa prima, Francia e Germania continuano a determinarle oggi. Per quanto Monti sia stato accolto nel consesso internazionale (che del resto aveva frequentato anche in precedenza) con toni entusiasti, all’insegna del ‘finalmente un italiano serio’, poi alla fine le cose sono andate come abbiamo visto: certo Monti incontra e parla al telefono, ma la netta impressione, soprattutto in questi giorni in cui si deve decidere il futuro della Grecia (a proposito: l’uscita dall’Euro sarebbe la fine, perché sarebbe seguita a breve giro di posta da almeno altre tre – quatto nazioni… paradossalmente l’unica nazione che ha dimostrato di sapersi fare i cavoli propri, fregandosene beatamente del resto d’Europa è la Germania, che quindi dovrebbe cacciata dall’Unione a calci), chi è che alla fine ha il ‘pallino’? Germania e Francia, la Merkel e Hollande, una reduce da una batosta storica (e mi chiedo: ma se in Germania campano alla grande, c’è la disoccupazione al minimo, si permettono di stare  a fare i maestrini agli altri un giorno si e l’altro pure, perché poi il partito della Merkel perde?), l’altro appena insediato. Dopo aver visto l’esito delle elezioni francesi, mi sono detto che i nostri ‘cugini’ dovevano averne veramente piene le tasche di Sarkozy, seppur di levarselo dai piedi hanno eletto Hollande. Voglio dire, ma guardatelo: raramente un politico ispira così poco: non è ne un ‘simpaticone’, come Blair, Berlusconi o Sarkozy (e visti questi esempi, Dio ce ne scampi, dai ‘simpaticoni’) né un ‘monolito’ che trasuda rigore e serietà, come poteva essere Mitterand o anche Chirac. Insomma, io ho visto Hollande e m’è venuto in mente Veltroni, con una, enorme differenza: Veltroni sembra che in politica c’è capitato per caso, perché un giorno gli è capitato un pomeriggio libero, senza film da andare a vedere al cinema e allora è entrato in una sede di partito; Hollande mi ricorda uno di quei puntigliosi impiegati di sportello di qualche ufficio pubblico, che ti pianta una grana perché in una pratica manca qualcosa di futile e allora ti fa tornare lì un’altra volta… Insomma: per lo meno Bersani ti dà l’idea di un burocrate, ma di uno di quelli che ti trova un modo per non dover tornare  a fare la fila. Hollande è grigio, anonimo: non so, forse veramente corrisponde a un ‘cittadino medio’, ma insomma, che uno così sia arrivato alla Presidenza francese fa specie. Dall’altra parte, la Merkel, che possiamo derubricare più velocemente, visto che ormai la conosciamo: la Merkel è una di quelle professoresse che se dopo un’interrogazione da otto gli cadi su un dettaglio della domanda finale, è capace di mandarti al posto con un sei. Insopportabile, con st’atteggiamento da ‘so tutto io’, da ‘io sola sono nel giusto, tutti gli altri sbagliano’, l’attitudine da: ‘sono democratica: per me non conta un c***o nessuno (parafrasando Full Metal Jacket)’. Ormai della Merkel non se ne può più: ha mandato la Grecia alla bancarotta quando ancora poteva essere salvata solo per il puntiglio di non metterci un euro; non solo: anche adesso continua pervicacemente con ‘sta panza del ‘rigore’, dopo che si è levata lo sfizio di ‘sistemare’ anche noi italiani. Non c’è fine al peggio e anche adesso guai a cercare soluzioni alternative… Ecco, in che mani siamo… poi certo, c’è il nostro Governo, quello di Monti, Fornero, Passera… degnissime persone (e guai a rimpiangere chi c’era prima), ma è ormai del tutto evidente che le decisioni continuano a essere prese altrove: se prima l’Italia non era considerata, perché un Paese che aveva espresso QUEL Premier e QUEI Ministri, non poteva essere presa sul serio, adesso l’impressione è che l’Italia continui a non essere considerata semplicemente perché  non ha le spalle sufficientemente larghe, e quindi se ne stesse buona… Viene in mente il famoso aneddoto dei cani e del gattino raccontato da Enrico Mattei e ripreso nel film di Francesco Rosi: l’Italia è come quel gattino, che se si avvicina anche solo per prendere gli scarti dei cani che si stanno litigando l’osso, viene scacciata e schiacciata in malo modo.

One response to this post.

  1. Qualche giorno fa, diciamo dell’ordine di 10 giorni fa, ho sentito che l’idea di Europa era partita dalle menti di Mitterand e Kohl…….quindi sono i due paesi che controllano l’Europa…..sicuramente ci sono troppi interessi.
    L’unica cosa buona dell’Europa è che ci sono delle norme europee che vanno rispettate. O che dovrebbero essere rispettate……..
    Noi alcune non le abbiamo rispettate (scuola per esempio).
    Una domanda a tutti: ma com’è possibile che il tasso di disoccupazione sia passato dal 7% al 9.8% in pochi mesi???? La crisi c’è da anni, mica da quest’anno…….cioè quello che non mi spiego è come sia possibile che per tutto il 2011 il tasso di disoccupazione fosse quel dato. Se fosse stato vero quel dato, allora nel 2011 non c’era la crisi….
    io tra l’altro essendo inoccupato non rientro in quel 9.8% e credo che gli inoccupati siano quasi quanto i disoccupati ed è per questo che ce l’hanno con noi……
    Buona serata!

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