THE LITTLE KICKS (AUTOPRODOTTO)

Secondo lavoro per questa band scozzese, che già con l’esordio di “Boxing Clever” (risalente a un paio di anni fa) avevano ottenuto un discreto riscontro, arrivando a calcare i palchi di spalla a band come The Kooks, Glasvegas, Editors.

Siamo, lo si sarà già capito, dalle parti del pop britannico ‘ultima maniera’, che non disdegna di guardare ai ‘padri nobili’ ma che, per ovvie ragioni anagrafiche ha nelle band di anni ’90 e dintorni le proprie ‘stelle polari’.

Il risultato è un lavoro ‘esteticamente’ ineccepibile: le otto tracce presenti (nove, se si considera il breve intro strumentale dal mood che ricorda vagamente John Barry), spaziano tra momenti più energici (ma cum grano salis) e parentesi votate alla riflessione, elettricità composta e territori acustici, orientamenti pop e un’escursione (solo accennata), in territori più dilatati.

Il gioco dei rimandi può offrire innumerevoli opportunità, e non è il caso di stare qui a enumerare tutto ciò che può venire in mente ascoltando il quartetto… ci si può allora limitare che la formula, pur non offrendo alcuno spunto di originalità, alla fine si fa piacere: è insomma il classico disco di una band che, imparata a menadito la lezione dei propri maestri, cerca di riproporla mettendoci qualcosa del suo (ora riuscendoci, ora meno). Un disco gradevole, alla fine, il cui apprezzamento può andare anche un pò oltre il tipico uditorio del genere.

LOSINGTODAY

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