R.I.P. GIORGIO CHINAGLIA (1947 – 2012)

In questi casi c’è sempre un pò di difficoltà: si rischia di essere ipocriti o, all’opposto, nel giorno della morte, insensibili. Io credo che bisogni guardare entrambe le facce della medaglia, e allora si può e si deve onorare il campione, la bandiera, il calciatore che più di altri è stato il simbolo del primo scudetto vinto dalla Lazio,  ma allo stesso modo non si può tacere il dopo, il periodo poco felice della Presidenza (coincisa con problemi economici della società, situazione aggravata dai contemporanei successi della Roma) e soprattutto, la vicenda ancora poco chiara di qualche anno fa, mai conclusasi definitivamente perché Chinaglia, che risiedeva all’estero, non è mai tornato per spiegare e risolvere, e per la giustizia italiana credo fosse ancora latitante (almeno è ciò che ho letto su Wikipedia). Mettiamo quindi i pesi sui due piatti della bilancia, e ognuno tiri le conclusioni: per conto mio, vorrei riflettere sul fatto che Chinaglia, per quello che è stato e, nonostante i fatti successivi, per quello che ancora rappresentava per la tifoseria della Lazio avrebbe potuto avere un ruolo ben diverso, continuare  a portare il vessillo della propria squadra, rappresentarne i colori, proseguire ad essere quella ‘bandiera’ che fu in campo. Così, purtroppo, non è stato, e dispiace che sia morto così, quasi da ‘autoesiliato’, senza aver mai chiarito nulla, ed essersi eventualmente riabilitato. Dispiace perché in questo modo ha sperperato, se non di fronte ai propri tifosi, di fronte agli altri sportivi, quel grande patrimonio che indiscutibilmente aveva costruito in campo.

3 responses to this post.

  1. In effetti è come dici. Da sportivo fu un giocatore di carisma e talento. Un carattere forte, fuori dagli schemi. Impossibile dimenticare il “gestaccio” a Valcareggi quando lo sostituì durante una partita della Nazionale ai Mondiali, per i tempi una cosa clamorosa…

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  2. Concordo, grande icona nel campo di gioco, personaggio assai ambiguo fuori…

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  3. Posted by luigi on 3 aprile 2012 at 06:52

    era un personaggio strano, pure in campo…
    però era bravo come claciatore, un pò meno come uomo d’affari…

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