AIM, “WE ARE SAILING” (VIA AUDIO RECORDS)

Dopo un inizio di carriera all’insegna di sonorità post-hardcore, e un secondo disco che mostrava la volontà di dare una svolta al proprio stile, con “We are sailing” gli AIM proseguono quella svolta.

Il trio composto dal frontman Marco Fiorello (chitarra voce e testi) e dai gemelli Camisasca confeziona un lavoro quasi diviso in due parti.

Il disco comincia infatti con una manciata di brani dalla forte impronta eighties: chitarre dalle sonorità spesso à la Cure si accompagnano a un cantato maggiormente deciso, a una sezione ritmica più incisiva: ne esce un ibrido anche abbastanza riuscito, una rilettura di certi suoni che, se può far immaginare l’appartenenza al filone del revival post-punk degli ultimi anni (leggi Interpol, Editors e soci), ne è invece lontana. Il risultato è una sorta di revisione un tantino più ‘dura’ di quanto proposto da Robert Smith e soci, che certo non sfiora nemmeno quei picchi di intensità e liricità, ma che si fa piacere.

Un certo retrogusto pop, sornione nella ricerca di riff accattivanti, ma mai eccessivamente ammiccante è la spezia che rende questa prima parte del lavoro tutto sommato godibile.

Nella seconda parte del disco tuttavia, si mollano gli ormeggi da tale porto (anche abbastanza ‘sicuro’) per imbarcarsi nella ricerca di quella che forse vuole essere una maggiore sperimentazione, tentando ad esempio le carte di urticanti sonorità industriali, piuttosto che quella di certi muri chitarristici che ricordano lo shoegaze messi al servizio di ariosità dall’afflato quasi epico: un gruppo di brani dei quali, pur facendosi apprezzare la volontà di tentare qualcosa di diverso, lasciando quella che per certi versi è una certa ‘facilità’ che caratterizza i primi pezzi, si fa notare però una certa mancanza di direzione, un orientamento indeciso: il disco, inizialmente coerente e strutturato, appare perdere compattezza.

Testi tutto sommato riusciti, che alternato inglese ed italiano completano un lavoro che si lascia ascoltare, pur perdendo coesione sulla lunga distanza: per gli AIM appare alla fine un disco di ‘passaggio’, che forse tradisce una certa indecisione sulla strada da far prendere al proprio stile.

 IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY

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