LO SBAGLIO DI MONTI

Per carità, Monti è un ex professore, ex rettore, ex Commissario Europeo, ex membro del Gruppo Bidelbergh (o come si chiama)… mentre io sono un umile laureato in Economia (male e in ritardo), senza manco un master all’attivo. Però… però, boh qualcosa vorrei dirla, sulle scelte di Monti e del suo Governo… guarda caso poi poco fa leggendo il televideo mi sono trovato davanti le affermazioni di Passera, secondo cui siamo in piena recessione, e le cose andranno avanti così per tutto l’anno. Allora, di fronte a questa situazione, è lecito porsi delle domande, esprimere dei dubbi, proporre soluzioni alternative. C’è una metafora che mi è venuta in mente di recente, che secondo me descrive bene la situazione attuale dell’Italia, le scelte e gli errori di Monti: è come se a un barbone che sta male, si dicesse: intanto ti costruiamo la casa, poi pensiamo a curarti… Ecco, ma se nel frattempo il barbone schiatta, della casa cosa ce ne facciamo? Si pensa forse che ‘tanto qualcuno prima o poi verrà ad abitarci’? E’ chiaro che non tutto è colpa di Monti: infatti a imporre di costruire prima la casa e poi eventualmente occuparsi del malato, lo impongono i mercati, però ci vorrebbe anche un pò di orgoglio nazionale… anche perché, continuando la metafora, se anche il malato non muore, magari resta invalido, e avrà sempre bisogno di essere accudito, mentre una persona sana qualche lavoro dentro casa se lo può fare anche per conto suo. Le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro, le liberalizzazioni (sinceramente un pò pavide): tutto era necessario, siamo d’accordo, ma aggiungo, forse non ora, e soprattutto non così, accompagnando tali misure a una raffica di aumenti fiscali come non si vedeva da anni. Il punto è questo: in un periodo di recessione, mi pare non sia una mossa tanto furba aumentare in modo spropositato le tasse, oltretutto in un periodo di elevata inflazione, riducendo il potere di acquisto delle persone e deprimendo i consumi: oltretutto, aggiungo, non si può certo pensare di affidare interamente la crescita alle esportazioni: insomma, i consumi interni hanno un’importanza oppure no? Siamo tutti d’accordo che le riforme vanno fatte, ci mancherebbe: un mercato del lavoro dove si può essere licenziati più facilmente, ma altrettanto facilmente si trova lavoro e nel frattempo si conta sulla copertura dello Stato, è sicuramente un obbiettivo ambizioso… La questione è che però tutte queste riforme daranno i propri frutti in cinque, dieci, vent’anni… Il punto è che invece la recessione è qui ed ora, e ciò che viene ‘bruciato’ adesso non si potrà certo ricostruire in qualche mese… Qualcuno dirà che ‘non c’erano alternative’… e qui che c’è il ‘nodo’: perché di alternative ce n’erano eccome… Non parlo per carità di patria della presunta ‘equità’ della manovra di Monti, dimostrata solo a parole; parliamo di altro: parliamo del fatto che quando uno Stato ha bisogno di solid, ha due strade: la prima, più facile, è aumentare le tasse; la seconda è tagliare le spese. Monti è stato bravissimo ad aumentare le tasse (sono buono anche io), mentre il taglio delle spese è stato lasciato nel novero delle ‘buone intenzioni, alludendo genericamente alla cosiddetta ‘spending review’ (usare l’italiano ‘analisi della spesa’ sembrava brutto, il Presidente del Consiglio ama di più l’inglese, evidentemente), sulla quale nulla ad oggi è dato di sapere…  Ma la spesa dello Stato è il minimo: come sottolineato da tanti altri, in Italia il vero problema è la spesa degli enti locali… e cosa ha fatto Monti? Ha, certo, tagliato i trasferimenti agli enti locali, ma invece di dire loro: arrangiatevi, razionalizzate la burocrazia, diminuite le spese, gli ha fatto il grandissimo regalo di permettere loro di gestire come meglio credono le addizionali IRPEF (con questo tra l’altro smentendo il suo principio secondo cui la manovra ha toccato solo i patrimoni) e le aliquote IMU, ossia le due principali voci che porteranno le tasse a ‘esplodere’. Diciamocela tutta: quando a maggio – giugno faremo i conti, e ci troveremo le tasse aumentate, gran parte di quegli aumenti finiranno nelle casse degli enti locali inefficienti, che Monti non ha voluto colpire in alcun modo, regalandogli anzi nuovi, generosi, flussi di cassa. L’errore principale di Monti è stato tutto qui: in un Paese in cui gli sprechi sono soprattutto negli enti locali, gli enti locali non sono stati per nulla toccati, offrendo loro comodi paracadute per poter continuare a sprecare soldi a destra e manca… Sarebbe bastato evitare di offrire loro la possibilità di gestire gli aumenti delle addizionali e l’ammontare delle aliquite IMU per evitare che gli italiani fossero salassati al di là del dovuto, costringendo finalmente Comuni e Regioni  a mettere un freno allo scialo… Così, purtroppo, non è stato, e in questo Monti appare aver commesso un errore abnorme, che si rifletterà in un calo continuo dei consumi e in una recessione prolungata… Che il malato finisca in carrozzella non è un problema, tanto poi c’ha la casa… speriamo almeno, che nella casa eliminino le barriere architettoniche…

6 responses to this post.

  1. Posted by luigi on 29 marzo 2012 at 11:15

    la cosa assurda è che va dicendo ai 4 venti che il popolo italiano è entusiasta di sto governo…
    dove l’ha letto non lo so, ma so che avanti di sto passo, altro che recessione…

    Rispondi

  2. Come ti ho scritto da me, mi pare che la metafora del barbone sia particolarmente azzeccata, e – visto i tempi – neppure poi così figurata! 😉
    Quanto al resto dell’articolo, io che non sono neppure laureato in Economia, non posso che convenire con te. Insomma: era lecito aspettarsi da un Governo di super tecnici qualcosa di più… quanto fatto finora poteva metterlo in piedi un Governo berlusconi qualsiasi…

    Rispondi

  3. Non so per quale ragione, ma pur condividendo l’approccio del post non riesco a condividere la metafora della casa/cura che fai.
    Condivido al 100% (dall’alto del mio unico esame di economia politica) le tue riflessioni sulla necessità di rilanciare i consumi interni, perchè le esportazioni ce le siamo giocate nei decenni precedenti (soprattutto con la mancata innovazione, non con l’art. 18) e per recuperare serve tempo. Che ora non abbiamo.
    Ciò nonostante, proprio perchè il nostro paziente è grave, secondo me non è un tempo sbagliato per alcune cure drastiche (come le miserissime liberalizzazioni….), perchè è il tempo giusto per ricostruire una nuova casa.
    Vero che daranno frutti solo fra 10-20 anni, ma rinviarle ancora sarebbe folle.

    L’ “analisi delle spese” è una mossa saggia e doverosa, per quanto a lungo termine, perchè i tagli lineari precedenti avevano fatto danni enormi.
    E forse anche la tesoreria unica potrà aiutare, soprattutto nel limitare gli enti locali.
    Dici che il problema maggiore è lì? Sì e no: anche nello Stato centrale sappiamo bene esservi enormi sprechi. Il problema è che la classe politica ad ogni livello non è adeguata (in estrema sintesi) e ne troviamo i sintomi qui come lì.

    Insomma, l’analisi mi convince e la condivido. La metafora proprio no….

    Rispondi

  4. Direi che in una fase economica tanto grave il distacco, gli esperimenti di vivisezione che questo governo tecnico sta apportando, raffrontato a ruberie e tangenti che dicono di milioni in contrasto con i tagli di pochi euro a chi di quei pochi euro campa, uniti all’arroganza arcigna che solo certi docenti possono permettersi, rendono inaccettabile ogni singolo capitolo di questa riforma che si vorrebbe ‘imporre’ attraverso anche l’arroganza di frasi e considerazioni sgradevoli.
    Di fatto abbiamo tutti sperato che eliminando nani e ballerine tutto si sarebbe quasi azzerato. All’estero son finiti i sorrisetti ammiccanti ma l’antidoto più fare anche morire.
    Che fine ha fatto l’ “equità”?

    sherazade

    Rispondi

  5. ps. Recessione? Non doveva confermarcelo Passera. A Roma, solo in questi pochi mesi del 2012 hanno chiuso ben 500 aziende per circa 2mila posti di lavoro. L’apertura sulle 24 ore non farà che agevolare la grande distribuzione (stessi dipendenti spalmati su orari invivibili) ma quanto ai consumi sempre 3 ciriole (pane romano a basso costo) saranno, e se comperi un paio di scarpe sempre uno sarà a qualsiasi ora del giorno (o della notte).

    Rispondi

  6. in fondo la casta di quest governanti, x’ ognuno di loro arriva da una piccola/grande costa, non vuole che certe cose cambino, e infatti come scrivi tu..
    Monti è stato bravissimo ad aumentare le tasse (sono buono anche io), mentre il taglio delle spese è stato lasciato nel novero delle ‘buone intenzioni…

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: