R.I.P. ‘IL BAFFO”

Non ha importanza quale fosse il suo vero nome: a Roma tutti lo conoscevano semplicemente come ‘Il Baffo’, anzi ‘Er Baffo’, come si dice qui. Tutti lo conoscevano, o almeno: buona parte di coloro che bazzicano il ‘rock’, ampiamente inteso e le varie radio ‘alternative’ romane che a questo genere si dedicano. Sicuramente, se sei romano e ascolti metal, non puoi non aver incrociato almeno una volta, seppure di sfuggita, Il Baffo, nella sua eterna ‘divisa d’ordinanza’ che non poteva prescindere dalla maglietta o la felpa di un gruppo o l’altro, i capelli sempre lunghi fino alle spalle, ovviamente i ‘baffoni’, che gli avevano procurato quel nome. Ieri in serata la notizia della sua scomparsa si è rapidamente diffusa tra gli appassionati della Capitale, provocando la classica ondata di commozione. Il Baffo per quasi 30 anni è stato forse l’unico, stabile, punto fermo per la scena metal romana, con la sua celeberrima trasmissione Metal Massacre, che ha attraversato in lungo e in largo l’etere romano, trasmettendo spesso e volentieri da emittenti organizzate in scantinati di periferia, sempre alla ricerca di frequenza e orari (talvolta improponibili) in cui trasmettere; Baffo che non potevi non incrociare a tutti i concerti più importanti, Baffo che i concerti li organizzava, per gruppi conosciuti ma anche per esordienti, dando una possibilità nel corso degli anni a decine di band; Baffo che organizzava le trasferte ai vari Festival Metal al Nord Italia e anche fuori dai confini nazionali (cui io non ho mai partecipato, godendomi però gli aneddoti, questi gruppi di ragazzi tutti con la loro maglietta che s’imbarcavano sui pullman a orari antelucani). Tanto che Il Baffo è diventato un personaggio conosciuto anche al di fuori della cerchia degli appassionati del genere.  Un personaggio che è stato spesso oggetto di critiche, ora bonariamente derisorie, a volte ingiustamente cattive, per il suo atteggiamento spesso considerato un tantino troppo ‘fondamentalista’: il suo rimanere attaccato al ‘metallo’ di inizio – metà anni ’80, rimanendo refrattario al passare delle mode e all’evoluzione del genere, ma questa sua ‘chiusura’ in fondo era un’orgogliosa e costante dichiarazione di ‘appartenenza’, senza compromessi: una coerenza cui ha dato seguito fino all’ultimo, facendosi il ‘mazzo’  per continuare a tenere in vita la sua trasmissione, fino all’ultimo: proprio per i prossimi giorni aveva organizzato un concerto, poi purtroppo la malattia (un cancro) come si dice in questi casi, ha avuto la meglio.  In quasi 30 anni, Il Baffo è diventato una figura ‘mitologica’, dell’etere e della scena musicale ‘alternativa’ romana, e la sua improvvisa mancanza, ha privato molti di un piccolo pezzo di giovinezza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: