I TAVIANI VINCONO, MA TUTTI SE NE FREGANO

Mentre ieri i rflettori dei media italiani erano per la quasi totalità puntati su Sanremo, sulla serata finale del Festival e sull’attesa per la nuova esibizione di Celentano, dal ‘mondo civile’ arrivavano buone notizie per il cinema italiano: a 21 anni di distanza (l’ultima volta era successo nel ’91, con “La casa del sorriso” di Ferreri), un nostro film ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. A concquistare il premio sono stati i fratelli Taviani, col loro ‘Cesare deve morire’: a cavallo tra fim e documentario, l’opera racconta l’organizzazione della rappresentazione del “Giulio Cesare” di Skakespeare da parte dei detenuti del carcere romano di Rebibbia: una sorta di docu-fiction, che riprende, attualizzandola, la lezione ‘neorealista’ che tanto lustro ha dato al nostro cinema. A coprire l’evento, con ampi servizi e interviste, è stata la sola RaiNews, altrove, lo zero assoluto… e si che un successo internazionale di questa portata avrebbe dovuto avere ben diverso risalto: il cinema italiano non se la cava benissimo, dopo i successi de “Il Divo” e “Gomorra”, qualche anno fa, di soddisfazioni ne sono sempre arrivate poche e i nostri candidati sono rimasti puntualmente fuori dalle competizioni per gli Oscar. Il film dei Taviani, circondato da un sostanziale silenzio anche prima di andare a Berlino, ha interrotto la ‘carestia’… eppure, non se ne parla: il Televideo di oggi ‘spara’ come titolo principale della giornata la vittoria di Emma a Sanremo, segno del disarmanebte provincialismo che ancora domina in Italia…

P.S. La vittoria dei Taviani mi fa doppiamente piacere, riportandomi con la memoria indietro nel tempo: la sorella dei due fu infatti la mia professoressa di italiano, storia e geografia alle medie…

8 responses to this post.

  1. l’unico film dei Taviani che ho cercato di vedere è “le affinità elettive”, ma ho dovuto smettere prima che passassero 20 minuti: troppe le divergenze dal magnifico romanzo di Goethe.
    Comunque è una bellissima notizia, perchè il Festival di Berlino ha sempre selezionato film di grande spessore e per la tematica del film dei Taviani: una meta-storia ambientata nelle carceri italiane mi pare davvero interessante sia per la profondità del tema (la tragedia di Shakespeare) che per l’attualissima ambientazione.
    Chapeau ai Taviani! e speriamo che in cinema italiano trovi modo di tornare a produrre film di grande qualità

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  2. …che poi se scrivo ‘concquistare’, mando in vacca tutto… voto: 3

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  3. Certo una bella notizia, anche se rappresenta una cattedrale nel deserto. Perdipiù, come dici, la cosa è quasi passata inosservata, segno che in questa nostra Italia, la cultura non fa notizia.

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  4. Paese strano il nostro. Tutti a perdersi dietro cose di una futilità imbarazzante: la farfallina di Belen (quella tatuata, of course) o le sparate a salve di Celentano. La qualità, come quella indubbia dei fratelli Taviani, non fa notizia, non fa ascolti e quindi non fa successo,se non di nicchia.
    Non a caso Sanremo, da anni ormai, viene vinto da chi è stato costruito da un determinato “laboratorio” che ha imposto a tutti i suoi modelli.

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  5. Posted by luigi on 21 febbraio 2012 at 07:48

    ah perchè tu credevi che ne parlassero???
    non dimenticarti mai che sei nella repubblica delle banane…

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  6. esattamente come x la morte di Dulbecco, e x renderlo più moderno e appetibile hanno fin ritirato fuori la sua presenza al Festival.

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  7. In effetti pensavo che la notizia fosse vecchia….. non ne ho sentito parlare da nessuna parte……. questo è lo specchio della pochezza culturale in cui ormai è caduto questo paese, che d’altra parte improvvisamente si è scoperto filofarfallegiante! (è una etilogia un po’ stravagante, ma chi capisce capisce!).

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