Archive for dicembre 2011

NON MI LAMENTO…

Sono stato sempre un privilegiato: figlio unico, sono cresciuto ovviamente in quella che si dice ‘bambagia’. Intendiamoci: non sono stato ‘viziato’, i miei mi hanno educato al valore del denaro, all’oculatezza al ‘non si può avere tutto ciò che si vuole’, ma quando sei figlio unico hai dei vantaggi, a partire dal fatto che più o meno tutto ciò che decidi di fare viene avallato più o meno senza problemi. Così ad esempio ho potuto prendere una facoltà (Economia) forse lievemente al di là dei miei mezzi, laurearmi in ritardo (ma non troppo), ma con una votazione scadente che mi ha chiuso gran parte delle porte aperte a un’evoluzione lavorativa… probabilmente sono stato anche incapace di ‘giocarmi’ le mie carte, se pensiamo che di certe cose di cui si parla oggi (l’utilizzo dei cellulari come mezzi di pagamento, per esempio) già avevo parlato nella mia tesi di Laurea (anno 2002)… La Tesi tra l’altro è stata la maggiore soddisfazione (una delle poche). presa all’Università… ma queste sono altre storie.
Il maggior privilegio, di essere figlio unico è ovviamente quello di essere l’unico ‘destinatario’ del patrimonio famigliare: per me questo ha comportato l’acquisto di un appartamento, dato in affitto in attesa di ‘migliori prospettive’. Intendiamoci, non è una casa di lusso, è un bilocale in una zona semiperiferica di Roma, che garantisce alla mia famiglia un’entrata aggiuntiva… ad oggi è la mia principale fonte di reddito, per quanto una cospicua parte sia destinata al bilancio famigliare. Ciò che prendo io (la metà) serve sostanzialmente a curare tutte le faccende burocratiche (tasse, spese condominiali, etc…) e a darmi un’entrata in più per le mie spese personali.
Ovviamente, la revisione degli estimi e l’aumento esorbitante dell’ICI derivante dalla ‘manovra’ riguarderà pure me: i conti sono stati facili, per me si tutto si risolverà in una drastica riduzione delle ‘spese voluttuarie’: meno libri, meno cd, meno mostre, meno cimena. Si tratta di ‘passioni’, alle quali dispiace rinunciare, ma alla fine non ho granché di cui lamentarmi.
Non sono tra coloro che da un giorno e l’altro si sono sentiti dire che in pensione ci andranno non a Gennaio, ma tra quattro anni (anche se io sono tra coloro che la pensione non la prenderà mai); non guido, e quindi l’aumento della benzina non mi tocca.
Insomma, le mie saranno rinunce tutto sommato marginali, rispetto a tanti altri ‘casi’: anche se si sarebbe potuto fare di più, e mi auguro che ci sia modo di apportare delle correzioni, non mi aspetto niente, ci sono sicuramente altre categorie da tutelare, come i proprietari di prima casa (come mio padre) o i pensionati con gli aumenti bloccati (anche qui mio padre fa parte della categoria).
Tuttavia, forse, e dico solo forse, si sarebbe potuta inserire una piccola ‘esenzione’ anche per le case date in affitto: alla fine, io la casa l’ho data in affitto, e su questo affitto ci pago le tasse, come è giusto; non è un bene ‘voluttuario’, ma un ‘patrimonio’ utilizzato per rimpinguare un reddito famigliare non certo faraonico; forse, e dico forse, si sarebbe potuta stabilire una diversa tassazione… almeno spero che il Comune l’anno prossimo conservi una differenziazione tra case date in affitto o lasciate a disposizione della famiglia…

ORGOGLIO, COMMOZIONE… E RABBIA

Come credo una bella fetta di italiani (almeno quelli interessati ai destini della Nazione e del loro portafoglio, e quelli che hanno visto RaiNews o La7, o Sky, visto che guai a saltare “Tutti pazzi per amore” o “NCIS”, che poi gli inserzionisti si alterano… vabbè, questo è il ‘servizio pubblico’…)  ieri sera ho assistito alla presentazione della manovra di Monti: il suo appello ai cittadini mi ha in un certo senso reso orgoglioso, non saprei dire perché: forse semplicemente perché Monti dà l’idea di una persona seria, competente e onesta, che dice le cose come stanno e non fa finta che tutto vada bene, che la crisi sia psicologica, affermando che i ristoranti sono pieni e l’Italia ha il maggior numero di cellulari al mondo (il che non è proprio un bel segnale: come si sa, la madre degli imbecilli è sempre incinta). Monti ha detto quello che doveva dire: signori, vi chiedo di tirare la cinghia, ma vi garantisco che, stavolta, i vostri soldi non saranno buttati: vi potete fidare perché né io, né i colleghi del Governo siamo politici in cerca di rielezione, siamo qui per salvare la baracca e sostanzialmente per fare ciò che altri, di tutti gli schieramenti, non hanno avuto il coraggio di fare per mero calcolo politico. Il che detto in soldoni, è che si deve pagare ‘100’ tutto in un botto, perché nessuno ha avuto le palle per fare pagare ‘5’ negli ultimi venti anni. Era veramente tanto tempo che non si vedev in televisione qualcuno dire le ‘cose come stanno’, senza calcoli, partigianerie e faziosità….
Come credo tutti gli spettatori sono stato anche io colpito e commosso dal vedere la Fornero cedere alle lacrime (anche se secondo me si è trattato più di una reazione nervosa dovuta allo stressa di questi giorni), e come tutti ho ascoltato anche io attentamente snocciolare le varie misure.
Per quanto mi riguarda, il salasso vero verrà dalla tassazione sugli immobili: senza scendere troppo nel particolare, il punto sarà che ciò che prima pagavo come ICI subirà un salto enorme per effetto della rivalutazione degli estimi catastali (di circa il 60 per cento); senza stare a farla troppo lunga, il reddito che io traggo dall’immobile in questione rappresenta al momento la gran parte del mio reddito complessivo, ed è chiaro che l’aumento esorbitante di questa tassa colpirà non poco le mie tasche. Sono arrabbiato? Certo, non potrei non esserlo, ma attendo di vedere come evolverà la situazione; mi fido tutto sommato di Monti, e mi pare di vedere che questa manovra colpisca bene o male tutti; probabilmente non è il massimo dell’equità (a proposito, di ICI alla Chiesa non ho sentito parlare), si sarebbe potuto fare di più, ma non è detto che resti così com’è: nemmeno Monti può pretendere che tutto il Parlamento ‘usi obbedir tacendo’, mi attendo correttivi, anche se alla fine devo ammettere che la faccenda della rivalutazioni degli estimi c’era da aspettarsela, visto che sono fermi da parecchio.
Come diciamo a Roma: ‘famo a fidasse’; pagheremo quanto dovuto, sperando che davvero serva a qualcosa.
L’impressione di fondo è che però nel breve periodo questa riforma avrà un effetto fortemente recessivo: tante persone, non sapendo bene come andrà a finire, da qui a maggio – giugno (ossia quando si comincerà a pagare sul serio) eviteranno spese folli; la conseguenza una generale contrazione dei consumi, con tutto le conseguenze che ciò comporterà.

HOMO SAPIENS – LA GRANDE STORIA DELLA DIVERSITA’ UMANA

ROMA, PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI, FINO AL 12 FEBBRAIO 2012

Una grande e bella esposizione, per capire da dove veniamo e come siamo arrivati qui: nella prima sala, una sorta di anticamera, inserita della savana africana, con tanto di mutamenti climatici, ci accoglie la ricostruzione dello scheletro di Lucy; è solo il primo di una serie di ‘personaggi’ che popoleranno il percorso della mostra, illustrandoci dapprima l’evoluzione dell’uomo, anche attraverso i diversi ‘generi’ (non solo il ‘Sapiens’) che hanno popolato, a volte anche convivendo, il pianeta: un esempio su tutti, quello dell’incontro tra Sapiens e Neanderthal, sul quale peraltro vengono definitivamente smentiti una serie di luoghi comuni sulla sua diciamo ‘inferiorità’ rispetto al suo successore.
La mostra illustra i vari processi di migrazione che hanno condotto l’uomo a popolare l’intero pianeta e in contemporanea la sua evoluzione culturale, la nascita del senso del sacro e del piacere per la ‘bellezza’ fine a sè stessa, l’evoluzione del linguaggio e la nascita della musica, fino alla ‘rivoluzione agricola’.
Si parla poi del rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, mettendo in luce come l’impatto degli esseri umani sull’ecosistema affondi le sue radici in decine di migliaia di anni fa, con le prime estinzioni di massa provocate dall’intervento umano.
E’ poi la volta di un focus particolare sull’Italia, analizzandone l’evoluzione dalla preistoria, anche qui focalizzandosi in modo particolare sulle differenze linguistiche e soffermandosi sui processi migratori, prima della conclusione che esalta il concetto del ‘genere umano’ come ‘unità’ a prescindere dalle differenze socio-economico-culturali.
Una mostra esaurientissima, giocata ovviamente sull’enorme mole di materiali esposti (la gran parte dei quali sono però calchi, per quanto ‘ufficiali’, degli originali) e arricchita da un apparato editoriale di primordine.
Forse il limite maggiore dell’esposizione è paradossalmente anche questo: le informazioni sono quasi sovrabbondanti: il visitatore scrupoloso, che non vuole perdersi nulla, rischia di trovarsi spiazzato allorché si accorga che il tempo gli è volato e le cose da vedere sono ancora molte… personalmente ho ritenuto un pò superfluo l’excursus sull’evoluzione della civiltà in Italia, tema che da solo meriterebbe una mostra a sé stante; così come la sezione dell’esposizione dedicata all’evoluzione e alla differenziazione dei linguaggi rischia di essere un pò ostica per lo spettatore medio, così come le considerazioni scientifiche a tratti molto tecniche, che si incontrano lungo il cammino.
L’impressione è che si sia voluta allestire una mostra che oltre al classico target della famiglia con bambini, ma che possa interessare anche chi, già dotato di una buona cultura di base sui temi trattati, voglia ulteriormente approfondire le questioni: il connubio non sempre è riuscito, ma la mostra resta comunque un evento che è consigliabile non perdere.

LA PLAYLIST DI NOVEMBRE

Metropolis Symphony for Orchestra – 1: Lex     Michael Daugherty
I’m the one             Van Halen
The Crusher             Cramps
Space Heater            Azalia Snail
To love you             Rita Ro
Nevada Smith            Remora
Onward (too)            Electric Bird Noise
Rorschach               Drifting In Silence
Veils                               Revglow
Scarecrow in the snow   Mardi Gras
Seint Solomon           Claudio Cataldi
Io ti racconto          Claudio Lolli
La città morta          Massimo volume
I’m a fool to love you  Billie Holiday