NON MI LAMENTO…

Sono stato sempre un privilegiato: figlio unico, sono cresciuto ovviamente in quella che si dice ‘bambagia’. Intendiamoci: non sono stato ‘viziato’, i miei mi hanno educato al valore del denaro, all’oculatezza al ‘non si può avere tutto ciò che si vuole’, ma quando sei figlio unico hai dei vantaggi, a partire dal fatto che più o meno tutto ciò che decidi di fare viene avallato più o meno senza problemi. Così ad esempio ho potuto prendere una facoltà (Economia) forse lievemente al di là dei miei mezzi, laurearmi in ritardo (ma non troppo), ma con una votazione scadente che mi ha chiuso gran parte delle porte aperte a un’evoluzione lavorativa… probabilmente sono stato anche incapace di ‘giocarmi’ le mie carte, se pensiamo che di certe cose di cui si parla oggi (l’utilizzo dei cellulari come mezzi di pagamento, per esempio) già avevo parlato nella mia tesi di Laurea (anno 2002)… La Tesi tra l’altro è stata la maggiore soddisfazione (una delle poche). presa all’Università… ma queste sono altre storie.
Il maggior privilegio, di essere figlio unico è ovviamente quello di essere l’unico ‘destinatario’ del patrimonio famigliare: per me questo ha comportato l’acquisto di un appartamento, dato in affitto in attesa di ‘migliori prospettive’. Intendiamoci, non è una casa di lusso, è un bilocale in una zona semiperiferica di Roma, che garantisce alla mia famiglia un’entrata aggiuntiva… ad oggi è la mia principale fonte di reddito, per quanto una cospicua parte sia destinata al bilancio famigliare. Ciò che prendo io (la metà) serve sostanzialmente a curare tutte le faccende burocratiche (tasse, spese condominiali, etc…) e a darmi un’entrata in più per le mie spese personali.
Ovviamente, la revisione degli estimi e l’aumento esorbitante dell’ICI derivante dalla ‘manovra’ riguarderà pure me: i conti sono stati facili, per me si tutto si risolverà in una drastica riduzione delle ‘spese voluttuarie’: meno libri, meno cd, meno mostre, meno cimena. Si tratta di ‘passioni’, alle quali dispiace rinunciare, ma alla fine non ho granché di cui lamentarmi.
Non sono tra coloro che da un giorno e l’altro si sono sentiti dire che in pensione ci andranno non a Gennaio, ma tra quattro anni (anche se io sono tra coloro che la pensione non la prenderà mai); non guido, e quindi l’aumento della benzina non mi tocca.
Insomma, le mie saranno rinunce tutto sommato marginali, rispetto a tanti altri ‘casi’: anche se si sarebbe potuto fare di più, e mi auguro che ci sia modo di apportare delle correzioni, non mi aspetto niente, ci sono sicuramente altre categorie da tutelare, come i proprietari di prima casa (come mio padre) o i pensionati con gli aumenti bloccati (anche qui mio padre fa parte della categoria).
Tuttavia, forse, e dico solo forse, si sarebbe potuta inserire una piccola ‘esenzione’ anche per le case date in affitto: alla fine, io la casa l’ho data in affitto, e su questo affitto ci pago le tasse, come è giusto; non è un bene ‘voluttuario’, ma un ‘patrimonio’ utilizzato per rimpinguare un reddito famigliare non certo faraonico; forse, e dico forse, si sarebbe potuta stabilire una diversa tassazione… almeno spero che il Comune l’anno prossimo conservi una differenziazione tra case date in affitto o lasciate a disposizione della famiglia…

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7 responses to this post.

  1. almeno un italiano che non si lamenta l’ho trovato…
    alleluja alleluja…

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  2. bhè, possiamo contarci in due allora: immobili zero, auto zero, pensione se fra bene fra mezzo secolo… come praticante non retribuito, non temevo nemmeno l’aumento dell’IRPEF!

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  3. Quello che tu scrivi è molto generoso e in qualche modo mi riguarda e riguarda mio figlio che come te – quasi certamente – non avrà una pensione ma x mia sicurezza avrà un tetto tutto suo e neppure in periferiaperiferia.

    Però a parte la banalità del “non si vive di solo pane” parlando non di stralusso ma di un quotidiano al giorno, di un cd o di un libro o del classico pizza o cinema (perchè la scelta già da quache anno si è fatta obbligata) spegne la vitalità delle persone e, x assurdo blocca tutta una sorta di commercio. Hai sentito dell’aumento (in finanziaria) del biglietto del cinema?).
    Insomma se dobbiamo tornare al medio evo sarà molto ma molto dura perchè chi di un pizzico di cultura ha fatto tesoro saarà doppiamente colpito.

    Stiamo a vedere il ‘baratro’ esiste davvero i sacrifici enormi sono da fare ma suvvia come puo’ la Fornero dire rispetto all’ici alla chiesa che “non abbiamo avuto tempo di prenderla in considerazione”! “E’ cosa poi assai complessa” Complessa? I negozi che vengono e fanno commercio, paghino; i monasteri-resorts disseminati nei posti più belli d’Italia, paghino; le clineche di lusso private, paghino? sì, paghino come paghiamo noi chedella nostra casa facciamo uso meramente personale e che costa eccome!

    sherascusailfiumediparolemannsipuòesseredisxsenzasentirsiarrabbiati

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  4. ti suggerisco : http://www.paneacqua.eu/notizia.php?id=19274 (è un buon online, credici 🙂

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  5. Fra l’altro, Sherazade, non far pagare l’ICI alle attività meramente commerciale della Chiesa crea anche uno squilibrio nei mercati e un’ingiusta concorrenza verso le stesse attività che pagano tutte le tasse sugli immobili…
    Comunque, personalmente, io non prenderò mai la pensione, quindi… l’aumento dell’età pensionabile non mi tocca troppo…

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  6. uff a me piacerebbe tanto che anche il “titolare” azzardasse un timido riscontro dei miei pensieri, breve breve ma almeno per avere un’ideuccia 😉

    ipitagorici

    parlavo oggi con un signore al parco dei cani la cui moglie chiude una piccola attività in centro: 40mq a 5milaeurooooo al mese! di chi sarà l’immobile? dell’ordine dei dominicani. voila’

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  7. ipitagorici: quanto condivido il tuo commento!!

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