PIET MONDRIAN: L’ARMONIA PERFETTA

ROMA, COMPLESSO DEL VITTORIANO, FINO AL 29 GENNAIO

Piet Mondrian: nome probabilmente non del tutto ignoto nemmeno a chi non frequenta abitualmente l’arte contemporanea: difficile infatti che nessuno si sia mai imbattuto almeno una volta in qella composizioni costruite su ‘griglie’ e spesso caratterizzate da quadrati e rettangoli colorati a tinta unita… tali magari da ricordare le maioliche per il bagno o la cucina, o la carta da parati.
Non è forse il caso qui di addentrarsi nella solita domanda da un milione di dollari riguardo la reale ‘dimensioni artistica’ di certe opere, tuttavia, è questa è senz’altro la ragione principale per cui l’esposizione in corso al Vittoriano una visita, questa ha probabilmente il pregio di fugare (almeno in parte) il ‘dubbio amletico’.
La mostra non è infatti dedicata al solo periodo del ‘plasticismo’ (così sono state ribattezzate le composizioni a griglia), ma segue tutta l’evoluzione artistica di Mondrian.
Gli amanti dell’arte figurativa ‘tradizionale’ troveranno all’inizio del percorso espositivo varie opere che ritraggono panorami olandesi, caratterizzati da tinte spesso plumbee dove talvolta si aprono improvvisi lampi di colore; ma anche in queste opere del primo Mondrian si intravedono ‘in nuce’ le caratteristiche della sua opera successiva, ad esempio in certe ‘ripetizioni’ (talvolta un filo ossessive) di alberi.
Successivamente Mondrian abbandona la pittura ‘naturalistica’ per abbracciare il simbolismo, ed ecco che volti, oggetti, panorami della vita quotidiana cominciano via via a trasfigurarsi, e pur conservando una certa riconoscibilità ‘strutturale’, cominciano a perdere la fedeltà al vero di forme e colori.
La terza sezione della mostra è dedicata alla fase cubista, che sfocerà in seguito nella pura assenza di forme riconoscibili della realtà, per trovare, con le rette che si incrociano e i ‘quadrati di colore’, una diverso linguaggio per definire l’universale.
Interessante la scelta, di accompagnare quest’ultima sezione a una selezione di composizioni musicali, di jazz e musica contemporanea (si va da Glenn Miller ad Alban Berg, fino a Varése e Nancarrow), rispecchiando in questo modo la passione dell’artista per la musica e creando allo stesso tempo una sorta di ‘area multidisciplinare’ all’interno della mostra.
Un’esposizione naturalmente consigliata agli appassionati di arte contemporanea e non solo, ai curiosi, per certi versi alle famiglie (da non dimenticare il fatto i bambini, sempre più ‘ricettivi’ degli adulti, apprezzano maggiormente l’arte astratta piuttosto che quella ‘classica’). Se poi cercate semplicemente un’idea per tappezzare lo studio, il soggiorno, o la camera da letto, forse vi potrebbe venire qualche idea…

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