IERI…

…ero anch’io in Piazza Colonna, ad spettare, assieme a tanta altra gente; scambiandoci commenti e battute, assiepati in capannelli attorno a quelli che avevano la radio del cellulare in viva voce per ascoltare per la seduta parlamentare; magari a correre davanti ai microfoni e alle telecamere dei tanti giornalisti presenti (personalmente mi manca sempre ‘l’urlimo metro’, un pò per mancanza di coraggio, un pò per poca prontezza di spirito… sono tornato a casa con due inquadrature di sfuggita nel Tg3 e nel Tg5 della sera); ad aspettare, l’esito degli eventi e il passaggio di Berlusconi… solo che poi si è fatto tardi, e in quel momento ero già andato via.
C’era una sensazione di attesa, sfociata poi nell’euforia vista ieri sera.
Eppure, eppure oggi è già diverso: nei commenti sulla Rete leggo soprattutto come un senso di insoddisfazione.
Naturalmente, c’è il clima di incertezza che circonda il futuro, più o meno prossimo, sui provvedimenti che prenderà l’imminente Governo Monti (anche se io ci andrei cauto: non è detto che Monti riuscirà ad assolvere alla sua funzione di ‘salvatore della Patria’), però c’è anche altro.
Quasi un’atmosfera da ‘coito interrotto’, perché diciamocela tutta: nessuno pensava che Berlusconi si sarebbe dimesso così. In tanti immaginavano un finale con Berlusconi costretto a dimettersi perché condannato in uno dei tanti processi che lo vedono imputato; altri, più semplicemente, speravano in una sua sconfitta elettorale; più probabilmente, la maggior parte di coloro che auspicavano l’uscita di scena di Berlusconi, immaginavano la sua caduta in occasione di un voto di fiducia parlamentare.
Invece, nulla di tutto questo è successo.
Berlusconi si è dimesso ‘a termine’, senza manco dirlo in Parlamento, nemmeno ieri: avrebbe potuto dire: “come in precedenza annunciato, mi recherò dal Presidente della Repubblica a rassegnare le dimissioni”. Invece, non ha fatto nemmeno questo, e facciamoci attenzione, perché è un dato importante: Berlusconi ha sempre basato la sua forza sull’immagine, e l’immmagine di lui che dice: “vado a dimettermi”, non l’abbiamo.
Berlusconi non è caduto per un voto Parlamentare, né per le elezioni: si è sostanzialmente dimesso costretto da ‘forze esterne’: chiamatele UE, BCE, Francia e Germania, soggetti ‘extranazionali’ come le ‘agenzie di rating’, o entità ‘poco identificabili’ come i cosiddetti ‘mercati’.
In questo c’è qualcosa di tremendamente sbagliato e, al di là di Berlusconi, lo sappiamo tutti: chiamiamolo commissariamento, chiamiamolo come vogliamo, la il fatto è che le dimissioni di Berlusconi sono il frutto dell’azione di elementi esterni, e ciò, intendiamoci, tiene le porte aperte, addirittura spalancate a un suo eventuale ritorno.
A questo punto, le dimissioni di Berlusconi appaiono come il frutto della sua principale colpa: aver permesso che la ‘caduta’ del Capo del Governo italiano sia stato il risultato di influenze esterne e non dei meccanismi politici ed elettorali italiani.
Ha un bel dire Giuliano Ferrara, quando si riempe la bocca accusando la BCE per la sua debolezza e Germania e Francia per aver assunto il ruolo dei ‘bulli’, ma chiediamoci e chiediamogli: cos’ha fatto in questi 17 anni Berlusconi per rafforzare il ruolo della BCE o per fare in modo che l’Italia fosse uno stabile e costante interlocutore nell’ambito di crisi come quella in corso? Qui c’è il nodo, perché è del tutto evidente che se Berlusconi ha fatto poco o nulla in proposito, è perché evidentemente aveva altro da fare…
Quindi oggi ci troviamo in questo limbo: sappiamo cosa abbiamo lasciato, non sappiamo cosa troveremo; probabilmente le facce che vedremo nel nuovo Governo ci saranno in gran parte sconosciute, tutto sommato sarà sufficientemente rasserenante vedere un severo e composto Generale sostituire La Russa, un diplomatico di rango o altrà personalità di elevata caratura al posto di Frattini, un rettore universitario dove prima c’era la Gelmini, e via dicendo; ci potremo accontentare di  non ascoltare più gli insulti gratuiti di Brunetta, di non vedere più l’espressione perennemente incavolata di Sacconi, e via dicendo… Ci potremo accontentare, nell’attesa di capire cosa succederà; tuttavia restiamo sostanzialmente nell’incertezza, con la consapevolezza latente che probabilmente quello in cui Berlusconi è ‘caduto’ (e ribadisco, non è detta l’ultima) è stato il peggiore possibile.

3 responses to this post.

  1. Posted by a. on 14 novembre 2011 at 18:55

    http://sherazade2011.wordpress.com/

    Pero’ sono talmente frastornata 😦
    questo tuo template così lineare quasi quasi…
    A presto

    Rispondi

  2. Posted by a. on 14 novembre 2011 at 19:04

    Non era un ‘commento’. Quelli futuri arriveranno con cognizione di causa, adesso neppure leggo tanto son stanca 🙂

    sher

    Rispondi

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